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Amministratori, porola d'ordine

Da l'Obiettivo: 21 Giugno 2003  

di Mary Albanese... 

Elena Lo Porto, Calogero Katjuska e Ambra Federico

Famiglia Purpura

Maria, Antonella e Salvatore Federico

Famiglia Capuzzo
Aldo Quattrocchi
Giuseppe Di Prima
Tony Cefalu'
fratelli Di Bella
fratelli Richiusa
Nuccio Elena Gallo e Antonio Librizzi
famiglia Moscarino
Franco e Giuseppina Gangi Chiodo
Nuccio Rosso e Sara Biccica
Giuseppe Cipriano
fratelli Domina
Massimo e Giuseppina Richiusa
Famiglia Scrivano
fratelli e sorelle Carlotta
fratelli e sorelle Rovituso
Famiglia Scelfo
famiglia Giannotta
Famiglia Ippolito
Oddo Adriano
Irene Guarrera
Famiglia Furca
Pino Falzone
Di Nuovo Rosario
Santo e Pino Papa
Tony e Cristiana Cefalu'
Maenza Giuseppe
Guerra Salvatore
Saro e Giuseppina Di Prima
Mimma Macaluso
Antonella Di Prima e la sua famiglia
Carlo e Roberto Bracco
Marco Giuseppe e Paolo Gangi Chiodo
Salvatore Alaimo
I fratelli Tricoli
Domenico, Sandro Richiusa
Fabio Faulisi
I fratelli Geraci
Sabina Monjoi e la sua famiglia
Roberto Salvatore
Andrea Randazzo
Franco Albanese e famiglia
Enza D'Anca
Rosario D'Angelo
Maria e Giuseppina Federico
Carmen Milio
Biagio Federico
Stefania e Gaetano Seminara
Maenza Giuseppe
gemelli Cipriano
Paola, Maria Luisa e Salvatore Li Ranzi
fratelli Nicoletti
famiglia Ippolito
Sandrino e Marco Fascianella
Stefania Tumminaro
Rosario Ganci Chiodo
Salvatore e Teresa Burgarello
famiglia Vazzano
Gianfranco Signa
Marcello e Maria Teresa Randazzo
Donato Cirmia
Roberto Salvatore
Giuseppe Santoro e Rosaria Scrivano
Maria Angela e Sonia Ciappa
Giacomo e Paolo Ippolito
Domenico e Tiziana Russo
Salvatore Li Ranzi
Francesco Oddo
Luciano e Irene Balachia
Fratelli Cirmia   


 ...Non stiamo chiamando un appello, non siamo a scuola... I nomi non sono neppure sistemati in ordine alfabetico, li abbiamo scritti di getto, estratti via via dalla memoria. Come le pietre di Giarratana (scrittore e artista alimenese) che, trovate per caso, tornano a parlarti di volti. Questi nomi appartengono a tutti quegli alimenesi che piu' o meno recentemente, sono andati via dal proprio paese cercando di realizzarsi a Roma, a Milano, a Bologna, a Modena, a Torino, in Germania, negli Stati Uniti ...
Ne ho dimenticati tantissimi e mi dispiace, sarebbe stato piu' semplice elencare  chi e' rimasto, chi ancora resiste o chi sta per partire. Con molti di loro non ho diviso nulla se non l'amore per Alimena, con altri ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza. Non e' difficile intuire come ci si possa sentire soli e come  questa diaspora portera' molti di noi (da effetto trascinamento) ad andare via. Ai signori del "POTERE" invece tutto questo sembra non interessare affatto.Hanno stilato programmi veramente ambiziosi parlando d'imprenditoria, di piano regolatore generale, di assistenza agli anziani, di promozione di circoli culturali... Ma hanno dimenticato tutti questi nomi, troppo comodo affermare che l'andare via e'una scelta libera. Finora si e'cercato forse di creare condizioni di vivibilita'?   Qualcuno si e'interrogato sul perché intere famiglie si sono trasferite altrove?  Famiglie radicate da sempre nel tessuto sociale e proprietarie di piccole imprese o attivita'artigianali. Non e' semplicemente DRAMMATICO, e' struggente  ed incomprensibile. Miliardi spese in opere pubbliche, via Roma ad esempio. Poteva esserci un modo per fare lavorare le nostre imprese, i nostri artigiani? E' se si perché non e' stato fatto? Perché in consiglio comunale si gioca a Monopoli o a carte, si spostano pedine, fatta eccezione per qualche consigliere che ha realmente a cuore Alimena.  I signori del "POTERE" devono assolutamente mettere come primo punto dei loro programmi il fermare in tutti i modi la diaspora giovanile.      E' utopico?  Poteva risultare demagogico?  Niente affatto, poteva soltanto farci riflettere, muovere i nostri nervi e farci riaffiorare i nostri ricordi ... insomma i nostri sentimenti. Che movimento interiore puo' provocare invece un gabinetto pubblico, la realizzazione di vari ed eventuali non so che? Cose necessarie e utili per una città, ma ai signori del "POTERE"  dovrebbe prima di tutto interessare cio' che parte dal basso, i sogni e i bisogni dei giovani. E non bastano cooperative o circoli politici, l'aggregazione e' tutt' altra cosa. Non ci si sente realizzati a giocare a carte ogni pomeriggio e a passeggiare senza meta da una parte all'altra.  Se i giovani non vengono a trovarvi, cercate voi il modo di "tirarli fuori casa".   Un altro ricordo nostalgico, che sovente torna a farmi male, e'l'esperienza bellissima  e forse irripetibile  del "Centro Sociale". Allora c'erano ancora molti di quei nomi che citato prima, si sentiva il bisogno di creare, di divertirsi e soprattutto di non lasciare Alimena, di resistere. Non avevamo telefonini , ma decine di sogni da tirar fuori e sono passati soltanto dieci anni.  Forse non ci siamo lasciati ancora corrompere dal potere, abbiamo preferito dileguarci nel nulla...  Ma c'e'una nuova generazione che merita di essere cresciuta con gli stimoli culturali giusti. Che almeno a loro venga data la possibilita'di rimanere ancora. Non possiamo continuare a far finta che non esista un disagio giovanile molto forte.  Chi poteva intervenire finora non l' ha fatto; e'un invito stavolta alla "nuova" classe politica, il motto dovrebbe essere semplicemente "coinvolgere".  Noi possiamo limitarci a stimolare o ad essere stimolati. Quando si gira sempre attorno ad una colonna, disegnando con il proprio passo un cerchio identico e chiuso, si puo' rischiare di diventare "matti"  o automi. Se si provasse ad invertire invece il senso di marcia, cozzando con vari conformismi sociali, ci si sentirebbe meglio. Disegnare curve, saltare, camminare in ginocchio, indietro, con gli occhi chiusi ...  Scelta faticosa per chi e' abituato a "rigare dritto"  e non prende in seria considerazione  neppure  "l'apparire" di un bivio come possibilita'di cambiamento!  Ma a quanto pare ad Alimena una scelta e'stata presa, poco importa se sulle poltrone ci sono piu' o meno le stesse persone da decenni ... e intanto si continua a girare sempre in senso orario, ma forse questo ai detentori del "POTERE" fa pure comodo.  Come vedo Alimena guardandola dal mio osservatorio privilegiato (studiando fuori, infatti, non la vivo piu' nel quotidiano)?  Provo un forte senso di vertigine ad ogni mio ritorno settimanale. Ci si imbatte in volti spenti. Infervorati soltanto durante la campagna elettorale. Poi un forte senso di rassegnazione torna a colmare le vie vuote e il dolce far nulla ha il sopravvento su tutto.  Bisognerebbe creare un movimento  di aggregazione sostenuto da intelligenze libere, unite dal desiderio comune  di uscir fuori da questa non-scelta.  Coloro che invece andranno a governarci da oggi in poi dovrebbero usare le loro calcolatrici non per sommare voti, ma per "gestire" in maniera seria el risorse che ci rimangono.  E' sconcertante, ad esempio, leggere quanti "soldoni" servono ai politici per amministrare.  Mi riferisco a M. Angela Pupillo che con puntualita' ci ha delucidato sulle spese del comune di Castelbuono, meglio, sugli stipendi percepiti dal sindaco e dai suoi assessori. Cifre da capogiro, vien voglia  "di buttarsi in politica", altro che disoccupazione ...202.285,52 euro! Mi auguro invece che ad Alimena parte degli stipendi verranno investiti per altro, per frenare ad esempio tutte le partenze inaudite di giovani ed intere famiglie e non per "pagare"  loro un biglietto di sola andata!                                                      

(alpippo@hotmail.com)

 



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