Sulle colline dell'antica Alimena scorre una preziona acqua sulfurea.
Fotografie di: Pippo Albanese
Gazzetta del Sud
Martedì 22 Maggio 2001
STORIE SICILIANE
di Giuliano Rotondi
ALIMENA – Scoperta alla periferia del paese l’antica sorgente sulfurea che alleviò le sofferenze di un intero battaglione tedesco durante l’ultima gurra mondiale. La secolare faglia d’acqua frizzante dal caratteristico odore di zolfo si trova a circa dieci chilometri dal ridente comune maronita, in contrada Grotta dello Stretto dove il fiume Imera crea un’ansa piuttosto stretta tra necropoli, macchia mediterranea e nidi di rapaci. Per raggiungere la sorgente naturale, di cui rimane ben poco a causa del cedimento di una parete rocciosa della collina sovrastante, si deve percorrere una strada sterrata in direzione Sud, quindi scendere a valle per un sentiero a fondo naturale di oltre cinque chilometri.
Nonostante la zona davvero impervia sono numerose le persone che si recano a prendere l’acqua per le sue presunte peculiarità taumaturgiche che, specie tra gli allevatori del luogo, si tramandano da padre in figlio ma non solo: << da tempo immemorabile gli abitanti della contrada curano la dermatosi di mucche e pecore con l’acqua sulfurea – dice Giorgio De Luca, antropologo ricercatore – ma il liquido cristallino e frizzante sembra efficace anche per alcune malattie del derma umano e come lenitivo per diverse infiammazioni degli occhi e delle mucose. Così almeno affermano le numerose testimonianze che ho raccolto in giro. Poi c’è quell’episodio delle truppe tedesche e qualche altra vicenda tra sacro e profano …>>
Un ex ufficiale della Wermacht con i suoi uomini in ritirata da Palermo ordinò al battaglione una sosta in prossimità del fiume Imera. Alcuni soldati erano affetti da dermatosi pruriginose agli arti inferiori derivate, probabilmente, da scarsa igiene e dalle fatiche di una marcia estenuante.
Giunti davanti alla sorgente i militari si immersero nella pozza di acqua tiepida e di lì a poco i fastidiosi pruriti scomparvero come per miracolo.
Uno dei superstiti del battaglione tedesco scrisse al comune di Alimena chiedendo se la sorgente fosse stata trasformata in stabilimento termale considerando quanto accaduto in quell’agosto del 1944: << Tedeschi a parte sono note a tutti le qualità terapeutiche dell’acqua sulfurea –aggiunge De Luca – ma non è questa la sola curiosità della Grotta dello Stretto. Sopra una grossa pietra, proprio davanti alla sorgente, sono stati ritrovati diversi effetti personali anche piuttosto vecchi lasciati come ex voto da chissa chi per testimoniare un’avvenuta guarigione come si fa nei santuari o in altri luoghi sacri. E dire che la presenza dello zolfo sa più di diavolio che di santi >>.
In effetti un’antica leggenda vuole che da quella sorgente saltassero fuori gli spiriti maligni i quali non permettevano ai malati di avvicinarsi. Con l’intervento della patrona di Alimena, Santa Maria Maddalena, i diavoli ebbero la peggio e scomparvero lasciando il prezioso liquido libero di sgorgare dalle viscere della terra per guerire pellegrini e viandanti: << Sin qui è quanto si tramanda di generazione in generazione – conclude De Luca – rimane incomprensibile però un dato di fatto: gli oggetti abbandonati nella Grotta dello Stretto. Un autentico canyon dove il vento crea strani effetti acustici tra le rocce. Sembrano grida umane ma questa è tutta un’ altra storia….>>.