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'U' strittu tra storia e mitologia'
Fotografie di: pippo_albanese
 
                                   Eco delle madonie 
                                    14 Giugno  2001
 
 
       U STRITTU DI ALIMENA TRA STORIA E MITOLOGIA
 
di Mary Albanese
 
 
Là dove sono sepolti millenni di storia, uomini di cui sconosciamo l’identità e la regione di provenienza, il tempo ha sommerso civiltà, -arte e pensieri e noi contemporanei incapaci di uno slancio verso il passato rimaniamo indifferenti dinanzi al silenzio maestoso della Balza Edera.  Storia e leggenda si compenetrano e offuscano la ragione incapace d’andare oltre i propri limiti.  La magia dei paesaggi non può esaurirsi dinanzi ai nostri occhi, è la nostra capacità di comprensione che risulta essere complessa, c’è una profonda differenza tra noi e il passato, ma viviamo questa contrapposizione come pura possibilità di conoscere ciò che è diverso dalla nostra cultura, senza mai cercare di appropriarci dell’alterità riversandola nella nostra chiusura, nel nostro solipsismo.
 
La Balza Edera che sovrasta Alimena è la tomba dina civiltà di cui sconosciamo il nome, è il “riposo” del fiume Salso,  della sua ancestrale potenza dirompente che ha tagliato il costone roccioso della Balza, dividendola in: Edera o Areddula e Soletta, quest’ultima arriva fino a Ganci.  Non può esistere aridità nelle descrizione di determinati luoghi, non si può scindere la passione personale da ciò che costituisce l’oggetto di conoscenza.  Per parlare, anzi per descrivere “U Strittu” bisognerebbe inebriarsi della magia del luogo per farla dipendere da sé, da quei pochi termini che si conoscono in un vocabolario pur sempre limitato.
 
Storia, religione si intrecciano, bisognerebbe avere intuizione  geniali per scrivere di un luogo incontaminato, che contiene in sé inconsapevole l’essenza della sua utilità e bellezza.  Di quella bellezza a cui tende ogni buon amante dell’arte, in questo caso però la potenza che diventa atto è affidata alla natura. “U Strittu” è un luogo perfettamente a confine tra la divaricazione attuata dal fiume Salso tra Balza Edera Balza Soletta appartiene geograficamente sia ad Alimena che a Petraia Soprana.
Ma di cosa si tratta? Di una sorgente sotterranea che sfocia da una piccola grotta, alta appena 50 centimetri, l’acqua contiene delle proprietà particolari: è sulfurea.  Ma ci vorrebbe un sopralluogo da parte di un geologo per comprendere il perché di tale fenomeno. L’acqua ricca di zolfo sgorga spontaneamente dalla sua sorgente e confluisce nel fiume Salso, formando per un breve tratto una conca d’acqua di colore grigio che rompe visivamente con l’ambiente circostante, creando un netto confine di colore con l’azzurro del cielo. 
 
Un altro dato rilevante è che nel letto del fiume in quel preciso tratto non esiste vegetazione e dunque vita.  Voci antiche ci narrano la particolarità del luogo, era il “mare” di Alimena, intere generazioni hanno adoperato la conca in maniera ludica, immergersi in quell’acqua dall’odore acre era un momento sinossi tra la corporeità e la natura.  Attorno alla conca esiste una sorta di microclima, sono presente infatti aranci  selvatici e un verde estivo che richiama un quadro fiammingo.
“U Strittu” è un microcosmo a confine tra realtà e mitologia, il dato scientifico delle proprietà curative dell’acqua sulfurea a livello dermatologico, si intreccia col bisogno umano di proiettare questo fenomeno della trascendenza, e’ come se non si accettasse un dono della natura come tale, c’è l’esigenza sempre presente di far dipendere tutto dal tutto assoluto.  Sulla base di questa considerazione si può forse comprendere la presenza di  alcuni paletti di “ferra” (legno particolare) posizionati dove l’acqua sulfurea fuoriesce per immettersi nel corso del fiume che fungono da appendi-indumenti.  Una sorta di voto religioso che possiede in nuce una promessa, dopo la guarigione di una parte del corpo, in riferimento e come ringraziamento a Dio, la persona guarita porterà sul luogo un suo indumento che segnalerà immancabilmente la parte fisica guarita.  E’ difatti singolare osservare questi paletti con sopra: calzini, magliette, guanti… C’è dunque una consapevolezza popolare che si tramanda da generazione in generazione, si parla “dell’acqua mintima” e nel non riuscire a dare una spiegazione terrena si preferisce quella ultraterrena.
 
L’interesse verso le proprietà curative dell’acqua e dei fanghi che si formano in quel luogo è ancora attuale, ma nessuna istituzione ha mai provato interesse verso “U Strittu”.  Esiste una storia popolare, ma che corrisponde alla veridicità dei fatti, che rappresenta l’aspetto emblematico della nostra indifferenza
nei confronti di una terra che ci ha donato e che ci dona ancora tanto.  Qualche decennio fa un viandante straniero si trovò a passare per il luogo usufruendo personalmente dell’acqua sulfurea positive a livello curativo. Dopo tempo il viandante ritenne opportuno e quasi scontato, alla luce dei benefici ricevuti, chiamare il Comune di Alimena per informarsi se in quel luogo “magico”, quasi legato ad un’alchimia primordiale, fosse stato costruito uno Stabilimento Termale.  Credo che risultò impossibile spiegare l’indifferenza e l’incapacità umana d’appropriarsi in maniera legittima di ciò che le appartiene. E’ come possedere un forziere che racchiude in sé un tesoro inestimabile e contemplarlo in maniera sterile non usufruendone minimamente. 
Non esiste una ricerca appropriata che possa darci la possibilità di comprendere in tutte le sue forme, questo fenomeno, né un interesse da un punto di vista medico reale che possa confermare e dar forza a tutti quegli indumenti appesi logorati dal tempo che passa inesorabile.
 
In questo divenire “U Strittu” è sempre lì e si riversa in quel fiume torrenziale che ha favorito nei secoli la nascita di una civiltà oscura che giace coperta, con le sue ceramiche che affiorano come se fossero fiori di primavera.  Portare alla luce la leggenda di Giarratana, ovvero della città che sorgeva proprio sulla Balza Edera, significherebbe comprendere anche l’uso che per millenni si è fatto dello “Strittu”, ma purtroppo dobbiamo accontentarci di porgere congetture facilmente confutabili perché non contengono alcun rapporto con la verità e la realtà.  Per quanto ancora continuerà ad esistere quest’indifferenza assoluta?  In attesa di una risposta scientifica e reale, non possiamo far altro che osservare la magnificenza terrestre, in attesa che nell’uomo sorga quel sentimento che spinge alla conoscenza, ovvero la curiosità e il desiderio di continuare a stupirsi.    
             



















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